Finalmente potete mettervi l’incubo dell’esame alle spalle, ma ecco che si affaccia minacciosa la fatidica domanda: e ora?

    Per qualcuno il percorso è scritto sin dalle scuole elementari, per qualcuno si è delineato negli ultimi anni, qualcuno naviga nel buio più totale.

    L’articolo che ho preparato oggi è rivolto soprattutto all’ultimo gruppo, ma prima di scendere nei dettagli voglio fare una premessa importantissima: ragazzi, non c’è nulla di male nell’essere indecisi e nel sentirsi spaesati!

    Può capitare a tutti, a me è capitato spessissimo!

    E vi dirò di più, ieri ho letto un aforisma attribuito al matematico John Littlewood che fa proprio al caso vostro (anzi, nostro):

    “Se nessuno si perde chi troverà nuove strade?”

    Bene, adesso che abbiamo fatto le dovute premesse siamo pronti ad entrare nel vivo della questione. Diciamo che, semplificando molto, dopo la maturità vi aspettano due strade principali:

    1. proseguire gli studi
    2. entrare nel mondo del lavoro.

    Ora, siccome io sono un po’ anglosassone nel DNA, in coda all’articolo vi propongo anche una terza strada, quella dell’anno sabbatico, conosciuto anche come gap year.

    Proseguire gli studi

    Se pensate che questo si traduca obbligatoriamente in ‘università’ vi state sbagliando. Certo, questa è la scelta più scontata ma ci sono anche altri percorsi formativi da tenere in considerazione. Partiamo comunque con quello che, culturalmente, è il primo a venirci in mente.

    L’università

    In seguito alle innumerevoli riforme universitarie credo che ormai siano presenti corsi di laurea in tutti gli ambiti possibili ed immaginabili. Quando fu il mio momento di scegliere i miei genitori mi dissero di seguire il cuore, di fare ciò che mi piaceva, ma io, in tutta onestà, non me la sento di darvi lo stesso consiglio.

    Quello che mi sento di consigliarvi è un po’ diverso e sicuramente meno romantico. Non me ne vogliate, ma quando vi scontrerete con alcuni esami ‘assurdi’ la passione non vi basterà. Non vi sto dicendo di mettere da parte la vocazione, anzi, tutto il contrario, la vocazione dovete sempre averla bene in mente, ma dovrete sostenerla, altrimenti sarà difficile concludere il percorso.

    Semplificando molto, ecco gli step che vi consiglio di intraprendere:

    1. trovate la vostra vocazione (estremizzando: cosa vorreste fare se vi rimanesse solo 1 anno da vivere?).
    2. Cercate il percorso universitario che vi consentirà di svolgere il lavoro dei vostri sogni (se non vi serve la laurea andate direttamente al paragrafo successivo!).
    3. Se siete indecisi fra 2 o più percorsi universitari analoghi guardate bene il piano di studi offerto e fate le dovute valutazioni rispetto all’Università. Per quanto sia terribile per me dire una cosa di questo tipo, ci sono alcune facoltà che hanno un nome decisamente più importante di altre e ci sono alcuni ambienti di lavoro che su certi particolari si soffermano.
    4. Altre valutazioni che potete fare riguardano la città in cui si trovano gli atenei; vivere fuori casa è sicuramente una meravigliosa esperienza, ma ha dei costi che tu e la tua famiglia dovete essere disposti ad affrontare.

    Ci sono delle classifiche nazionali sulle università, ma io consiglio sempre di prendere informazioni dagli studenti e da canali meno ufficiali. Su internet si trovano conversazioni di ogni genere quindi cercate di selezionare le fonti attendibili. Non basatevi sul singolo commento di studente inviperito perché non si è potuto laureare in tempo o perché in segreteria ha trovato l’incompetente di turno…questo può capitare anche nei migliori atenei!

    Corsi professionalizzanti e di specializzazione tecnica

    Questo tipo di corsi, volti a formare delle figure professionali, sono perfetti se l’università non fa per voi, ma non vi sentite ancora pronti ad entrare nel mondo del lavoro.

    Oltre agli arcinoti corsi per diventare estetista, parrucchiere, operatore socio-sanitario e così via, ci sono dei percorsi meno conosciuti sui quali vorrei spendere due parole. Si tratta dei corsi IFTS (istruzione e formazione tecnica superiore) ed ITS (istruzione tecnica superiore).

    Come si evince dal nome, si tratta di corsi volti alla formazione di tecnici superiori, ovvero di lavoratori altamente specializzati che andranno a svolgere attività di carattere tecnico-operativo.

    Hanno una durata variabile che va da un minimo di 6 mesi ad un massimo di 6 anni e presentano un vantaggio a mio avviso inestimabile: lo stage. Parte del monte ore totale è infatti dedicato ad un’esperienza in azienda.

    Capisco che qualcuno di voi potrebbe storcere il naso all’idea di lavorare gratuitamente, ma vi garantisco che è una grande opportunità sotto molti punti di vista. In primo luogo vi consente di mettervi alla prova, in secondo luogo fa sì che un’azienda (alla quale magari da soli non sareste mai arrivati) vi noti e magari decida di tenervi per un periodo più lungo. Infine, vi consente di riempire una voce importante del vostro CV: l’esperienza.

    Al momento i corsi ITS coprono le sei aree considerate prioritarie per lo sviluppo economico e la competitività del nostro paese: efficienza energetica, mobilità sostenibile, nuove tecnologie della vita, nuove tecnologie per il Made in Italy, turismo e comunicazione.

    Insomma, ce n'è per tutti i gusti.

    Il lavoro

    Se avete deciso che università e corsi professionalizzanti non fanno al vostro caso, allora è arrivato il momento di mettere mano al vostro CV.

    Essendo appena usciti da scuola dubito che le vostre esperienze lavorative siano numerose, per questo è importante che voi sottolineate altre aspetti della vostra persona. Nel farlo, ricordatevi che anche giocare a tennis o a pallavolo o fare parte della Proloco del vostro paese può giocare a vostro favore. Mi raccomando, nel CV includete anche la vostra esperienza di alternanza scuola-lavoro.

    Trovare il primo impiego può essere molto complicato, quindi armatevi di pazienza e non scoraggiatevi.

    Qui dovete fare una scelta importante: vi accontentate di tutto o cercate esperienze lavorative che possano servirvi a crescere professionalmente?

    Mi spiego meglio. Se volete aprire il vostro cocktail bar, andare a fare la vendemmia (per quanto remunerativo) è poco allineato con il vostro progetto lavorativo. Un lavoro estivo in un bar, gelateria o discoteca, invece darà un contributo significativo alla vostra esperienza.

    Infine, una notizia che vi piacerà poco, accettate almeno uno stage in vita vostra. Ci tengo a sottolineare che sono contro lo sfruttamento della forza lavoro, ma se vi offrono uno stage per ricoprire la posizione dei vostri sogni vi consiglio di accettarlo…da cosa nasce cosa!

    L’anno sabbatico

    Se proprio non avete la minima idea di cosa vogliate fare nella vostra vita, l’anno sabbatico potrebbe veramente aiutarvi.

    Si tratta di un periodo di tempo trascorso all’estero a lavorare o a svolgere attività di volontariato durante il quale avete la possibilità di migliorare la conoscenza di una lingua straniera ed anche l’occasione di imparare a conoscere meglio voi stessi visitando il mondo ed entrando in contatto con “l’altro”.

    Vi consiglio di appoggiarvi ad una delle tante organizzazioni che trovate online, basta sapere un po’ d’inglese e cercare ‘gap year’ su Google.

    Se non ve la sentite di andare all’estero allora il mio consiglio è quello di fare domanda per il servizio civile, un’altra meravigliosa opportunità di crescita.

    Ci sarebbe da dire molto altro, ma ho scritto troppo. Se avete domande non esitate a contattarmi.