Le 6 convinzioni che t’impediscono di gestire il tuo tempo

    Da quando ho iniziato a tenere questo blog, il tempo è stato un argomento costante e ricorrente ed è per questo motivo che ho pensato di dedicargli una serie di articoli. Ovviamente non è farina del mio sacco ed alla fine dell’articolo troverete i riferimenti bibliografici di rito.

    Ma veniamo a noi, imparare a gestire il proprio tempo porta vantaggi incredibili.

    Purtroppo, per evitare la ‘noiosa’ fase di pianificazione, ci raccontiamo un sacco di bugie che non fanno altro che allontanarci dal vivere la nostra vita a pieno.

    Vediamo insieme quali sono.

    1. Pianificare il tempo toglie spontaneità alla vita

    Ah, in questa vi riconoscete per forza; è una frase che mi sono sentita ripetere fino alla nausea e sono piuttosto certa che molti di noi lo abbiano pensato almeno una volta nella vita.

    Io l'ho fatto, ve lo confesso.

    Anzi, ho fatto anche di peggio, ho dato del ‘control freak’ a chi, molto saggiamente, proponeva di redigere liste e condividere file. Si trattava dell’organizzazione di una cena di Natale quindi, forse forse potevamo evitare il file condiviso su Google Docs, tuttavia si trattava di un ottimo modo per rendere tutti partecipi e per organizzare alla perfezione un evento.

    Peccato che a certe conclusioni ci arrivo spesso in ritardo!

    Comunque, tornando alla convinzione sbagliata numero 1, porsi delle mete non significa certo togliere spontaneità alla nostra vita perché quella vi assicuro che trova sempre il modo di sorprenderci.

    Secondo Gambirasio, autore di Più risultati in meno tempo, “non pianificare significa vivere in balia degli eventi e delle circostanze ed avere la sensazione costante di rincorrere il tempo“. Dedicando invece 15 minuti della nostra giornata alla pianificazione, riusciremo a ridurre le perdite di tempo. Quest’ultimo concetto ci porta dritti alla seconda convinzione errata.

    2. Non ho tempo per organizzarmi

    Eh no, mi dispiace, la scusa non regge. Se ritenete di non avere tempo per organizzarvi state in realtà dando maggiore importanza ad altre attività o aspetti della vostra vita.

    In una giornata ci sono 24 ore, la regola vale per tutti.

    La durata di una giornata non può essere cambiata, ma possiamo sicuramente decidere quali sono le attività a cui vogliamo dedicare il nostro tempo. Io, ad esempio, sono consapevole che se rinunciassi a qualche ora di sonno potrei dedicare almeno 1 ora di tempo in più al mio blog ogni giorno, tuttavia continuo a trovare delle scuse per non puntare la sveglia alle 6:30.

    Si tratta di una mia scelta, ma non posso poi lamentarmi di non avere tempo a sufficienza per scrivere gli articoli, potrei semplicemente crearmelo -concetto, questo, che si collega perfettamente al prossimo punto-.

    3. Ho il controllo completo su come impiego il mio tempo

    Ebbene, cari i miei control freak, volevo avvisarvi che no, non è possibile avere il pieno controllo sul tempo perché, anche se avete pianificato la giornata nei minimi dettagli, ci saranno sempre gli imprevisti (e qui Monopoli insegna!) e per affrontarli è bene lasciare degli spazi vuoti in agenda.

    E a proposito di agende straripanti d'impegni, ecco la quarta convinzione errata:

    4. Sotto pressione sono più produttivo

    C’è una spiegazione fisiologica a questa affermazione: fare le cose all’ultimo momento produce un rush adrenalinico così piacevole che può creare persino dipendenza. Tuttavia, se è vero che l’adrenalina aumenta la fiducia in noi stessi, è anche vero che fare le cose all’ultimo momento non ci lascia alcun margine di errore.

    Dovrei anche dirvi che quantità eccessive di adrenalina sono nocive per la salute, ma la mia parte ironica sta prendendo il sopravvento e sento l’urgenza di condividere con voi due immagini che trovo assolutamente esilaranti. Grazie a Toothpaste for Dinner ed a The Curious Brain per aver realizzato le migliori rappresentazioni grafiche di chi si approccia alle scadenze senza un minimo di pianificazione.

    5. Se vuoi un lavoro ben fatto devi farlo da solo

    ...e così vi ritrovate sommersi di lavoro.

    In realtà è sufficiente imparare a gestire la delega, cioè dare tutte le informazioni necessarie a chi dovrà svolgere quel compito al posto nostro (e possibilmente scegliere anche la persona più adatta) per avere più tempo a nostra disposizione per portare avanti progetti ambiziosi.

    Questa credenza è altamente limitante in ambito lavorativo, ma credo che migliorare la nostra capacità di delegare possa aiutare anche nella vita quotidiana.

    Concludo l'articolo con la convinzione che preferisco perché contiene una citazione di Chaucher (il Dante britannico!).

    6. Il solo modo per fare di più è lavorare più duramente

    Nelle sue straordinarie Canterbury Tales, Goeffrey Chaucher ci offre un ritratto piuttosto irriverente di alcune figure emergenti nell’allora panorama sociale britannico, tra i suoi personaggi troviamo l’avvocato che viene descritto con le seguenti parole:

    “sebbene nessun uomo sembrasse indaffarato quanto lui, lui non era così indaffarato come sembrava!”

    Se siete miei lettori assidui sono certa che questa frase vi riporterà alla differenza fra essere indaffarati e produttivi di cui vi ho parlato nell’articolo dedicato a The 12 Week Year.

    Lavorare tanto non comporta una maggiore produttività.

    Una volta superata una certa soglia di lavoro è inutile andare avanti perché la nostra mente ed il nostro corpo non saranno più in grado di sostenerci.

    Meditate gente, meditate…

    Bibliografia:

    De Luca K., Spalletta E., Praticare il tempo, Sovera, Roma, 2011

    Gambirasio G., Più risultati in meno tempo, FrancoAngeli, Milano, 2007